Premessa

La Cooperativa Sociale Il Villaggio di Esteban, nasce nel 1997 quale risorsa e strumento della comunità, per prevenire e contrastare l’esclusione sociale, per favorire, a partire dalla struttura sociale di appartenenza, l’inserimento nei contesti vitali delle persone che vivono una situazione di disagio e per promuovere e realizzare lo sviluppo della persona, valorizzando le loro attitudini e le loro potenzialità.

Gestisce servizi rivolti a minori, disabili e persone con disagio mentale. Attraverso le sue comunità di accoglienza e i servizi semiresidenziali, ospita più di 100 persone. Più di quaranta sono gli operatori impegnati quotidianamente nelle varie attività educative, riabilitative, ludiche, di socializzazione e di assistenza.

Nei suoi tanti anni di attività ha dato ascolto alle esigenze di più di 300 ragazzi e adulti e delle loro famiglie, cercando di dare risposte concrete al loro disagio e alle loro necessità.

Il progetto di calcio sociale nasce nel 2013 per realizzare una nuova attività tra le altre de Il Villaggio di Esteban, che abbracciasse un’area inedita, cioè quella dello sport e in particolare del calcio. Dopo anni di esperienza negli interventi dedicati alla disabilità, ciò che ci ha spinto a dedicarci a questa nuova avventura è la considerazione che lo sport unisce, mette in relazione, crea occasioni di contatto, stimola e muove conoscenze, rappresenta la migliore opportunità di integrare persone con diverse abilità.  Inoltre lo sport, e in generale l’attività fisica e psicomotoria, è consigliato per tutte le età come mezzo di prevenzione, cura e riabilitazione psico-motoria, dà forma e vitalità, senso di benessere fisico e psichico superiore alla norma.

Il calcio è una di queste attività poiché presenta molte valenze terapeutiche:

Tali considerazioni portano a concludere che la riscontrata mancanza di un’offerta formativa di carattere sportivo, a beneficio dei diversamente abili, rappresenta una lacuna da colmare. La motivazione del presente Progetto è, pertanto, riconducibile all’esigenza di colmare tale lacuna che si rileva sul territorio salernitano. In realtà l’idea promuove la pratica sportiva in un’ottica innovativa, ove i destinatari abbiano un reale progetto di riferimento, tale da definirsi atleti diversamente abili.

Contesto del territorio

Il territorio salernitano è pressoché privo di servizi sportivi specifici per i disabili, ciò è seguito da una mancanza di spazi ben organizzati, in cui poter crescere nel rispetto dell’altro, affiancati da figure professionali competenti e garanti di un’adeguata formazione psico-fisica.

L’attività si svolgerà in una struttura laddove la pratica sportiva sarà, innanzitutto, finalizzata a superare le difficoltà individuali del diversamente abile e successivamente a favorire lo sviluppo del gioco.

Il progetto è realizzato presso il campetto della Chiesa della Madonna del Rosario di Pompei nel quartiere Mariconda e presso il Centro Sportivo Turnover di Via S. Leonardo, entr nella città di Salerno.

Bacino di utenza

Il Progetto ha avuto lo scopo di raggiungere inizialmente un piccolo gruppo di destinatari e l’ambizione di coinvolgere in seguito più ragazzi diversamente abili o con disagio psichico.

Oggi il gruppo è composto da 18 atleti, tra ragazzi e ragazze, alcuni ospiti dei Servizi gestiti dalla Cooperativa Sociale “Il Villaggio di Esteban”, altri, invece si sono approcciati al progetto dall’esterno.

La fascia di età è onnicomprensiva. La volontà di un approccio alla disabilità senza schemi, ci porta a considerare l’opportunità di tralasciare i vincoli numerici, soprattutto riguardo l’età dei partecipanti.

Obiettivi

Una delle maggiori difficoltà che si incontra nell’ottenere la collaborazione attiva del disabile risiede nel basso livello delle motivazioni, dovuto al timore di non essere in grado di affrontare uno stimolo, soprattutto nel campo dello sport.

La disabilità motoria o psichica può, infatti, ostacolare il reinserimento nel contesto sociale e rischia di rendere il soggetto astenico, demotivato e abulico, oggetto delle cure mediche e non, che subisce passivamente.

Nell’intento di evitare tale processo, occorre creare un contesto adatto, un ambiente favorevole, nel quale gli stimoli siano adeguati alla condizione individuale di ogni disabile. In tal modo si possono proporre dei nuovi interessi, creando i presupposti per un’adeguata motivazione alla collaborazione del soggetto, per ricostruire attivamente la propria esistenza.

L’idea è quella di avvicinare il maggior numero di soggetti con disabilità alla sana attività sportiva, intesa come momento ludico, riabilitativo e – nella sua massima espressione – agonistico.

La volontà di donare un minimo contributo a questi ragazzi per fa sì che abbiano la possibilità di ritagliarsi un’autonomia e uno stato di benessere, difficilmente raggiungibili attraverso normali protocolli riabilitativi.

Modalità e fasi

L’intenzione di questo progetto è dare l’opportunità ai partecipanti di allenarsi con continuità nel tempo e fare in modo che lo sport da loro praticato non sia episodico e, quindi, un’attività estemporanea ed occasionale.

Al contrario, essi avranno un impegno duraturo e stabile nel tempo e saranno seguiti da figure professionali qualificate, come dei veri e propri atleti.

Naturalmente, le sedute di allenamento avranno una caratteristica prevalentemente ludica e saranno plasmate in base alle esigenze psico-fisiche dei soggetti coinvolti.

Le sedute di allenamento avranno una durata di novanta minuti, dopodiché gli atleti avranno trenta minuti per fare la doccia e rientrare nella propria sede, sempre affiancati e supervisionati dalle figure professionali de “Il Villaggio di Esteban”.

Operatori impegnati

Le professionalità impegnate in questa progettualità sono di vari tipi:

 

Risultati attesi

Monitoraggio

Il coordinamento del Progetto si occuperà dei tre step che compongono la fase di monitoraggio:

FIGC – Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale

Il Villaggio di Esteban partecipa dal 2019 al Campionato della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale (DCPS) della Federazione Italiana Giuoco Calcio con il nome di Salernitana for Special, grazie alla collaborazione con la U.S. Salernitana 1919.

Quello che un tempo prendeva il nome di “Quarta Categoria”, prima che la FIGC decidesse di farne un proprio campionato, è il primo torneo nazionale di calcio a 7 rivolto esclusivamente ad atleti con disabilità cognitivo-relazionale.

Il campionato è realizzato su base regionale con finali nazionali.

La Salernitana for Special, dopo alcuni anni che l’hanno vista protagonista nel Lazio, vista l’assenza di quello campano, da ormai tre anni gareggia sul nostro territorio, di solito nel napoletano, nel campionato regionale della Campania.

Da quest’anno la divisione ha perso la sua sperimentalità perdendo nella propria denominazione l’aggettivo “sperimentale” e divenendo perciò soltanto DCP.

 

 

Salernitana For Special