Paperboy

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LABORATORIO GIORNALISTICO SOCIALE

 

PREMESSA

Negli ultimi anni le nuove tecnologie hanno rivoluzionato completamente l’informazione nella sua più ampia accezione. Le notizie corrono sul filo dell’etere ad una velocità che, fino a pochi anni fa, avremmo solo potuto immaginare.

Nonostante ciò, però, la carta stampata è, e resta, il mezzo più comune di trasmissione, chiaramente assieme alla tv e alla radio.

È in questo filone che va ad inserirsi questa progettualità, che si basa non soltanto sull’idea di realizzare un giornale ma anche sul fatto che questo sia interamente ideato e realizzato da ragazzi affetti da disagio psicofisico e/o ospiti di comunità familiari.

L’idea principe, quindi, del Progetto “Paperboy”,  è quella di utilizzare il laboratorio, non solo come strumento educativo ma, soprattutto, come sbocco lavorativo per chi, nella società, non gode delle medesime opportunità.

 

 

 

ANALISI DEI BISOGNI

Nonostante i servizi sociali siano molteplici e varie siano le risposte che si tenta di dare al disagio in senso generale, spesso gli interventi previsti sono stereotipati e uniformemente condotti.

La direzione che questi intraprendono è, la maggior parte delle volte, l’indicare una strada “diversa” dall’ordinario. Si parte dal presupposto che la diversa abilità non sia contenibile nella “normalità”: non osare, quindi, ma limitarsi al minimo, perché ciò è tutto quello che ci si può attendere.

Questo stile di approccio al problema, lo stigmatizza e lo amplifica e non mette a nudo le reali potenzialità delle persone cui si fa riferimento, ponendole – nonostante si cerchi di ottenere il contrario – ad un livello inferiore dal resto della società.

Lo spirito che anima questo Progetto è proprio quello di utilizzare un mezzo come quello del giornalismo, mai sperimentato prima, per arrivare a toccare quote mai raggiunte e, soprattutto, mettere a disposizione dei ragazzi coinvolti tutti gli strumenti che questo “mestiere” propone.

 

ANALISI DEL CONTESTO

Il contesto territoriale nel quale si andrà ad operare, chiaramente, non può che essere quello del salernitano, sia per il radicamento sul territorio di cui il Soggetto proponente gode – grazie alla sua esperienza pluriennale – sia perché tale realtà è pressoché sprovvista di interventi di tale natura.

Ed è, per questo motivo che il Progetto “Paperboy”, porta con sé una forte dose di innovazione e di vera e propria sperimentazione.

La penuria di progetti di questo tipo diventa, così, il vero punto di forza del Progetto che lega, però, la sua fattibilità all’esperienza sul campo della Scrivente, in attività laboratoriali similari, e alla sua capacità di coinvolgimento dei vari stakeholder del territorio.

 

DESCRIZIONE

L’idea progettuale è quella di istituire una struttura permanente – in rete con tutto il mondo del Terzo Settore salernitano – dedicata alla divulgazione ed alla formazione su concetti di comunicazione, di giornalismo e sui mezzi di informazione vecchi e nuovi (carta stampata, tv, radio, internet), finalizzata alla realizzazione di una testata giornalistica e, quindi, di un periodico.

Il gruppo di lavoro – che sarà composto da giornalisti, grafici, fotografi, informatici – potrà, così, realizzare e commercializzare prodotti di info-comunicazione (newsletter, house organ, brochure, ecc.).

La mission del Progetto è quella di individuare e formare una “squadra di lavoro”, composta esclusivamente dagli ospiti delle cooperative e delle associazioni coinvolte nel progetto, provvedere alla loro formazione di base, in merito alle tecniche ed ai linguaggi giornalistici, ed infine fondare un nuovo organo d’informazione, che possa rappresentare una “finestra” alternativa nel panorama giornalistico locale.

 

ATTIVITA’

Il Progetto si articola in 3 step principali.

  • FORMAZIONE:

L’obiettivo delle lezioni – che verranno coordinate dal giornalista professionista Umberto Adinolfi, insieme ad altri giornalisti di Salerno e provincia – è quello di fornire ai partecipanti gli strumenti di base relativi alle conoscenze sul mondo dell’informazione nel suo complesso.

All’interno di una redazione appositamente attrezzata, con computer e postazioni grafiche, i partecipanti al Progetto potranno apprendere la storia del giornalismo italiano, le tecniche ed i linguaggi giornalistici, l’uso dei

software dedicati al mondo della comunicazione, ecc.

Le attività previste in questo primo step saranno svolte  durante due incontri settimanali, della durata di due ore, per un periodo di sei mesi.

  • REALIZZAZIONE DELLA TESTATA:

     La testata giornalistica, già regolarmente iscritta al registro della Stampa periodica presso il Tribunale Civile di Salerno,  avrà cadenza mensile e sarà diretta dal giornalista professionista Umberto Adinolfi.

La redazione sarà composta da cronisti, fotografi, grafici e video operatori.

Accanto al periodico cartaceo, si avrà anche una veste telematica –  attraverso il blog omonimo –  all’interno del quale troveranno spazio la web-tv e la web-radio.

Questa fase, invece, non avrà nessuna tempistica precisa, in quanto, una volta addivenuti alla composizione della redazione, i tempi saranno organizzati sulla base delle esigenze di realizzazione del giornale.

  • PRODOTTI DI INFO-COMUNICAZIONE:

L’ultimo step del laboratorio prevede la realizzazione di prodotti editoriali, destinati alla commercializzazione, per enti pubblici e soggetti privati.

Grazie a questa ulteriore attività – che potrebbe prevedere in futuro la costituzione di un soggetto giuridico distinto dalla testata giornalistica – il progetto mira a stabilizzare dal punto di vista lavorativo (con forme da definire ) tutti i partecipanti al laboratorio.

 

RISORSE UMANE

  • Un giornalista professionista e altri professionisti del settore.
  • Educatori professionali, che accompagneranno gli utenti nel percorso e che interagiranno con i professionisti della stampa, affinché il laboratorio sia realizzato nei termini e nei modi più confacenti alla tipologia degli utenti ed al loro percorso educativo, pensato ed ideato con loro.

 

DESTINATARI

Il Progetto si rivolge al disagio psicofisico e ragazzi ospiti delle comunità familiari.

In particolare verranno inseriti nel percorso gli ospiti dei servizi gestiti dalla Scrivente, i quali saranno coinvolti in base a due tipologie di indicazioni:

  • La propria volontà e desiderio di far parte di questo gruppo e dedicare del tempo a questa attività laboratoriale.
  • In base ai dati scaturenti dal PTRI (Progetto Terapeutico Riabilitativo Individuale), elaborato e monitorato. Solo sulla base di ciò, infatti, sarà possibile immaginare chi tra gli ospiti sia il più idoneo ad intraprendere un’attività di questo tipo e, soprattutto, a quali sue risorse si potrà far ricorso, oltre, naturalmente, a valutare la ricaduta che tali attività potranno avere sul percorso terapeutico dell’ospite.

Sarà compito del Segretariato Sociale della Cooperativa, composto da due psicologhe e tre assistenti sociali, fare da sportello informativo riguardo le attività previste dal progetto e, quindi, indirizzare gli ospiti in base alle loro peculiarità.

 

 

FINALITA’

Due sono gli obiettivi che il Progetto si prefigge.

Obiettivo educativo – riabilitativo, che si fonda sulla volontà da parte della Scrivente di dare un’ulteriore stimolo ai percorsi già individuati per gli utenti coinvolti. Questo Progetto, infatti, non è stato ideato soltanto per realizzare un giornale in quanto tale, ma per essere inserito nella realizzazione del PTRI pensato per l’ospite e fornire, quindi, un’ulteriore strumento, sia agli educatori per una maggiore possibilità di valutazione, monitoraggio e raggiungimento degli obiettivi del percorso educativo, sia agli stessi ospiti e fornire loro, così, un’ulteriore occasione di socializzazione.

I risultati che si attendono, quindi, sono da ricondurre ad un percorso più complessivo, che aiuterà gli utenti a scoprire le proprie risorse e a riconoscere le proprie potenzialità e capacità; ad esprimere le competenze acquisite e ad acquisire fiducia in se stessi; a stabilire rapporti con il contesto che li circonda; a prevenire e/o contrastare l’emarginazione sociale, aiutando a trovare una propria collocazione nel contesto sociale, a partire dalla realizzazione del proprio lavoro.

Obiettivo professionale.

La vera novità di un progetto simile – come non ve ne sono molti sullo scenario del Terzo Settore – è l’iscrizione – al termine del previsto periodo di praticantato – all’ordine nazionale dei giornalisti, dell’intero gruppo di lavoro, composto non solo da cronisti, ma anche da fotografi e videoperatori, creando così professionisti qualificati dell’informazione e justify, ai protagonisti del progetto, un’occasione di crescita personale e di sbocco lavorativo.

 

MONITORAGGIO

Il coordinamento del Progetto si occuperà dei tre step che compongono la fase di monitoraggio:

  • riesame del progetto: verifica delle varie fasi e affrontare e risolvere le problematiche che potranno presentarsi;
  • verifica dei risultati: al fine di poter considerare affidabili e definitivi gli elementi in uscita di ciascuna fase;
  • validazione del progetto: conferma del risultato complessivo, avente lo scopo di esaminare in che misura il risultato corrisponde agli obiettivi.

Anche in questo caso, il monitoraggio del Progetto sarà diviso in due:

  • monitoraggio del percorso educativo-riabilitativo;
  • monitoraggio della fase professionale.

Il primo verrà monitorato attraverso gli strumenti previsti dal PTRI, il secondo sulla base delle competenze acquisite dagli ospiti.