Premessa

Lo sport unisce, mette in relazione, crea occasioni di contatto, stimola e muove conoscenze, rappresenta la migliore opportunità di integrare persone con diverse abilità.  Inoltre lo sport, e in generale l’attività fisica e psicomotoria, è consigliato per tutte le età come mezzo di prevenzione, cura e riabilitazione psico-motoria, dà forma e vitalità, senso di benessere fisico e psichico superiore alla norma.

 Il calcio è una di queste attività poiché presenta molte valenze terapeutiche:

–  è facilmente accessibile a chiunque nella nostra cultura;

 – stimola la cura di sé e del proprio corpo;

 – promuove la socializzazione, permette l’accesso e dà valore al gruppo (in

una squadra ogni giocatore funziona come gli altri e tutti cooperano per un

fine comune);

–  permette a chiunque di giocare, favorendo l’integrazione;

– aiuta a superare i propri limiti, acquisendo nuove capacita ed abilità;

– facilita il confronto con se stessi in un contesto meno “medicalizzato”;

– favorisce la fiducia in se stessi e l’autostima attraverso la gratificazione di

bisogni narcisistici e competitivi (le divise, il tifo, la vittoria);

– permette di compensare sentimenti di inferiorità attraverso l’acquisizione

di un senso del dovere (i ruoli, gli orari, la fatica) e di maggiore tolleranza

alle frustrazioni (la sconfitta condivisa);

Tali considerazioni portano a concludere che la riscontrata mancanza di un’offerta formativa di carattere sportivo, a beneficio dei diversamente abili, rappresenta una lacuna da colmare.

La motivazione del presente Progetto è, pertanto, riconducibile all’esigenza di colmare tale lacuna che si rileva sul territorio salernitano.

In realtà l’idea promuove la pratica sportiva in un ottica innovativa, ove i destinatari abbiano un reale progetto di riferimento, tale da definirsi atleti diversamente abili.

 

Contesto del territorio

Il territorio salernitano è pressoché privo di servizi sportivi specifici per i disabili, ciò è seguito da una mancanza di spazi ben organizzati, in cui poter crescere nel rispetto dell’altro, affiancati da figure professionali competenti e garanti di un’adeguata formazione psico-fisica.

L’attività si svolgerà in una struttura laddove la pratica sportiva sarà, innanzitutto, finalizzata a superare le difficoltà individuali del diversamente abile e successivamente a favorire lo sviluppo del gioco.

In tale prospettiva il progetto è realizzato presso il Centro sportivo Turnover di Salerno.

 

Bacino di utenza

Il Progetto ha lo scopo di raggiungere inizialmente un piccolo gruppo di destinatari e l’ambizione di coinvolgere in seguito più ragazzi  diversamente abili o con disagio psichico.

In particolare, il gruppo sarà composto da 10-12 ospiti dei Servizi gestiti dalla Cooperativa Sociale “Il Villaggio di Esteban”.

La fascia di età è onnicomprensiva. La volontà di un approccio alla disabilità senza schemi, ci porta a considerare l’opportunità di tralasciare i vincoli numerici, soprattutto riguardo l’età dei partecipanti .

 

Obiettivi

Una delle maggiori difficoltà che si incontra nell’ottenere la collaborazione attiva del disabile risiede nel basso livello delle motivazioni, dovuto al timore di non essere in grado di affrontare uno stimolo, soprattutto nel campo dello sport.

La disabilità motoria o psichica può, infatti, ostacolare il reinserimento nel contesto sociale e rischia di rendere il soggetto astenico, demotivato e abulico, oggetto delle cure mediche e non, che subisce passivamente.

Nell’intento di evitare tale processo, occorre creare un contesto adatto, un ambiente favorevole, nel quale gli stimoli siano adeguati alla condizione individuale di ogni disabile. In tal modo si possono proporre dei nuovi interessi, creando i presupposti per un’adeguata motivazione alla collaborazione del soggetto, per ricostruire attivamente la propria esistenza.

L’idea è quella di avvicinare il maggior numero di soggetti con disabilità alla sana attività sportiva, intesa come momento ludico, riabilitativo e – nella sua massima espressione – agonistico.

La volontà di donare un minimo contributo a questi ragazzi per fa sì che abbiano la possibilità di ritagliarsi un’autonomia e uno stato di benessere, difficilmente raggiungibili attraverso normali protocolli riabilitativi.

 

Modalità e fasi

L’intenzione di questo progetto è dare l’opportunità ai partecipanti di allenarsi con continuità nel tempo e fare in modo che lo sport da loro praticato non sia episodico e, quindi, un’attività estemporanea ed occasionale.

Al contrario, essi avranno un impegno duraturo e stabile nel tempo e saranno seguiti da figure professionali qualificate, come dei veri e propri atleti.

Naturalmente, le sedute di allenamento avranno una caratteristica prevalentemente ludica e saranno plasmate in base alle esigenze psico-fisiche dei soggetti coinvolti.

Le sedute di allenamento avranno una durata di novanta minuti, dopodiché gli atleti avranno trenta minuti per fare la doccia e rientrare nella propria sede, sempre affiancati e supervisionati dalle figure professionali de “Il Villaggio di Esteban”.

 

Operatori impegnati

Le professionalità impegnate in questa progettualità sono di vari tipi:

  • educatori professionali, OSA, OSS;
  • psicologi;
  • istruttori di calcio FIGC;

 

Risultati attesi

– Aiutare e sostenere il disabile nella scoperta delle proprie risorse, nel riconoscimento delle proprie potenzialità, per favorire e sviluppare la capacità progettuale e le proprie facoltà di auto-orientamento;

– favorire nei ragazzi, attraverso l’esperienza sportiva, l’acquisizione della fiducia in se stessi e negli altri, per stabilire rapporti sereni con il contesto che li circonda e l’ambito di vita di provenienza;

– prevenire i processi di emarginazione sociale, attraverso la condivisione della pratica sportiva e la promozione della partecipazione sociale;

– promuovere, sostenere e rafforzare le esperienze associative fra operatori sociali  e sportivi.

– educare ai valori etico-sportivi, dove le finalità sono il sano agonismo, il rispetto dell’altro e delle regole, la socializzazione tra i partecipanti e il principio di accessibilità allo sport per tutti.

 

Monitoraggio

      Il coordinamento del Progetto si occuperà dei tre step che compongono la fase di monitoraggio:

  • riesame del progetto: verifica delle varie fasi e affrontare e risolvere le problematiche che potranno presentarsi;
  • verifica dei risultati: al fine di poter considerare affidabili e definitivi gli elementi in uscita di ciascuna fase;
  • validazione del progetto: conferma del risultato complessivo, avente lo scopo di esaminare in che misura il risultato corrisponde agli obiettivi.

 

Quarta Categoria

Il Villaggio di Esteban partecipa dal 2019 al Campionato “Quarta Categoria”.

Quarta Categoria è il primo torneo nazionale di calcio a 7 rivolto esclusivamente ad atleti con disabilità cognitivo-relazionale promosso dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio con il sostegno del CSI, grazie alla collaborazione di tutte le componenti del mondo del calcio.