Piano Area Handicap

Il Villaggio di Esteban eroga servizi di assistenza in quest’area tramite un gruppo appartamento ed un centro sociale polifunzionale. Il gruppo appartamento si pone come comunità familiare alternativa alla istituzionalizzazione, in un’ottica di pieno superamento delle logiche che provocano sul nostro territorio l’emarginazione sociale delle persone con handicap; attraverso il gruppo appartamento si cerca di creare con le persone accolte un ambiente familiare, protetto ma responsabilizzante, dove vivere una dimensione di ascolto di se stessi e degli altri. Il centro sociale polifunzionale si impegna a superare la standardizzazione delle risposte educative attraverso interventi ispirati ad una pluralità di linguaggi a partire dal vissuto esperienziale del soggetto.

Modalità operative
Il gruppo appartamento eroga le seguenti prestazioni:
alloggio presso un’abitazione con dimensioni e caratteristiche tipiche di un alloggio destinato ad una famiglia di 6-8 persone, di cui massimo sei ospiti accolti, inserita nel contesto urbano;
idonea alimentazione, sia sul piano quantitativo che qualitativo, nel rispetto delle specifiche esigenze dietetiche di ogni persona accolta;
fornitura di vestiario, libri, giochi, apparecchiature tecnologiche e di quant’altro occorre per la vita personale dei ragazzi accolti;
cure mediche di ordinaria amministrazione e specialistiche;
opportunità di socializzazione e di partecipazione ai servizi offerti dalla comunità, come ad esempio attività sportive, culturali, ricreative, religiose; in particolare gli ospiti partecipano ad alcune delle attività del centro sociale polifunzionale;
educazione al lavoro ed inserimento lavorativo;
autosomministrazione controllata dei farmaci prescritti dal medico curante e/o specialistico.

Nel centro sociale polifunzionale, si svolgono le attività di:
disegno e pittura;
aerobica e coreografie, danza e musica;
salone di bellezza;
culinaria;
drammatizzazione;
gite, escursioni, soggiorni climatici;
assistenza sociale, mediante consulenza e sostegno al singolo, alla famiglia, in collaborazione con il Segretariato Sociale territoriale;
trasporto, con accompagnamento, dalle abitazioni alla sede delle attività e da questa alle abitazioni dei disabili.

L’iter di ingresso per entrambe le realtà prevede un periodo d’osservazione e di conoscenza da parte del segretariato sociale e degli educatori in collaborazione con le eventuali realtà istituzionali coinvolte al fine di verificare la congruenza tra il nostro intervento educativo e i bisogni della persona. Risultato positivo tale percorso, monitorato attraverso la Scheda di Primo Contatto e i cui tempi seguono le esigenze del caso stesso, si procede alla presa in carico con l’elaborazione di un progetto individuale sulla persona disabile. Si noti come nella scheda di primo contatto si trascriverà la diagnosi, facendo però riferimento sempre a documenti ufficiali emessi da medici curanti e/o istituzioni sanitarie pubbliche, e di cui si è in attesa; la ricezione degli stessi è condizione necessaria al prosieguo del percorso di conoscenza e di futura presa in carico.
Nel caso del centro sociale polifunzionale Il PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALE mira a valorizzare le potenzialità e le risorse del soggetto stesso nel campo cognitivo, sensoriale, motorio, affettivo e relazionale, per sostenere un’autonomia personale e sociale attraverso un intervento educativo che va concretizzandosi in un programma specifico e individuale di inserimento nelle attività promosse dal centro. E’ diviso in tre parti:
la prima, che raccoglie i dati anamnestici della persona, viene redatta una sola volta all’ingresso di un nuovo ospite e poi verificata una sola volta all’anno alla ripresa delle attività, utilizzando il modello. Lo stesso procedimento di verifica dei dati viene adottato per le persone già accolte. Nella scheda individuale si trascriverà la diagnosi, facendo riferimento ai documenti ufficiali emessi da medici curanti e/o istituzioni sanitarie pubbliche.
La seconda parte del PEI è di osservazione sulla persona e viene compilata entro il mese di ottobre.
Sulla base delle osservazioni compiute si passa alla compilazione della terza parte che riguarda la fase di programmazione delle attività laboratoriali e di definizione degli obiettivi che occuperà tutto il mese di novembre. A distanza di sei mesi si passa alla fase di verifica. Alla chiusura delle attività, fine agosto, viene redatta la relazione finale.
Gli operatori coinvolti nelle attività del centro, si incontrano mensilmente con il segretariato sociale per riunioni di supervisione, monitoraggio e programmazione. Di tali riunioni si tengono regolari verbali tutti accuratamente conservati.
La medesima modalità verrà applicata a tutte le eventuali attività accessorie di tipo diurno rivolte all’handicap (ad esempio, borse lavoro, laboratori accessori, ….).

Nel caso del gruppo appartamento si redige il PROGETTO RIABILITATIVO INDIVIDUALIZZATO, documento in cui vengono definite area di intervento specifiche, gli obiettivi a breve e lungo termine i tempi e le modalità operative. Tale documento redatto una volta all’anno e verificato dopo sei mesi, prevede dopo il primo mese dalla stesura, un primo monitoraggio con l’aggiunta di eventuali note e modifiche da parte anche dei servizi socio-sanitari territoriali coinvolti.
Il P.r.ind cosi definito viene successivamente monitorato dopo 6 mesi attraverso una RELAZIONE RIESAME PRIND che verifica le aree di intervento specifiche, gli obiettivi raggiunti i tempi e le modalità operative utilizzate. Tale relazione viene inviata ai servizi socio – sanitari territoriali di riferimento.
Nella scheda individuale si trascriverà la diagnosi, facendo riferimento ai documenti ufficiali emessi da medici curanti e/o istituzioni sanitarie pubbliche. Ciò vale come modalità utilizzabile per ogni documento su cui si trascriverà la diagnosi.
Al momento di un nuovo ingresso, il P.r.ind. viene elaborato entro quaranta giorni dalla presa in carico, dopo un periodo di osservazione e conoscenza.
Gli educatori si incontrano tra di loro ogni quindici giorni e partecipano una volta al mese alla riunione di supervisione o di monitoraggio delle attività o dei processi psico-dinamici della comunità tenuta dallo psicologo della cooperativa.