Erogazione del servizio

1. SCOPO e APPLICABILITA’
Lo scopo della presente procedura è definire modalità e responsabilità di progettazione ed erogazione dei servizi da parte del personale de Il Villaggio di Esteban.
La presente procedura si applica dunque ai seguenti processi, definiti nella nostra organizzazione:
AREA HANDICAP;
AREA MINORI;
AREA SALUTA MENTALE;
di seguito meglio specificati e descritti.

2. GENERALITA’
Il Villaggio di Esteban si articola in 7 strutture assistenziali che operano su tre grandi aree di intervento:
1. Area minori, con le comunità “Il Tamburo di Latta”, “Porta di Mare” e “Il Bosco di Bistorco”;
2. Area Handicap, con il Gruppo Appartamento “Il Dito e la luna” e il Centro Sociale Polifunzionale “Tangram”;
3. Area Salute Mentale con le comunità alloggio “Si può fare” ed “Escargot”.

3. PROGETTAZIONE DEL SERVIZIO
Date le particolari aree di intervento de Il Villaggio di Esteban, non si effettua una vera e propria attività di progettazione distinta da quella della erogazione, ma si effettua una pianificazione delle attività da effettuare nelle varie comunità familiari a seconda delle esigenze degli utenti. Per ogni utente, infatti, nel caso di presa in carico conseguente alla analisi di tutte le informazioni utili raccolte nella scheda di primo contatto, entro 40 giorni dall’ingresso si stila un Progetto Educativo, con la specifica delle eventuali patologie dell’utente nonché dei trattamenti e delle attività che si intendono effettuare con esso.
E’ necessario specificare che la presa in carico non è mai automatica alla segnalazione, bensì è consequenziale alla congruità tra l’intervento richiestoci ed i nostri modelli educativi, descritti nei diversi piani di intervento. Gli elementi in ingresso rappresentano la base della elaborazione del singolo Progetto Educativo e, chiaramente, della successiva attività di erogazione del servizio.
In ogni caso, riteniamo che la fase di progettazione risulta essere ben distinta da quella di erogazione dell’intervento; difatti la progettazione è ben descritta nei tre diversi piani d’area dove indichiamo i macro-obiettivi.
A partire dalle finalità e dai macro obiettivi indicati nei Piani, nella stesura del Progetto si indicano le finalità e gli obiettivi specifici del singolo intervento educativo (fase che noi chiamiamo di progettazione del singolo intervento educativo); tale progetto di intervento viene sottoposto alla fase della Validazione ad un mese dall’accoglienza e, nel caso venga ritenuto valido ed attuale, si eroga la prestazione.
L’attività progettuale viene verificata ogni sei mesi attraverso i momenti di verifica dell’attività stessa; viene inoltre preventivata anche la fase finale di validazione del lavoro svolto.
Le modifiche della pianificazione vengono identificate, verificate, validate ed approvate prima della loro attuazione.
La valutazione delle modifiche deve comprendere la valutazione degli effetti che tali modifiche hanno sui servizi già erogati all’utente.

4. MODALITA’ OPERATIVE
Piano Area Minori
Con le Comunità familiari per minori Il Villaggio di Esteban continua a dare compimento al suo progetto di solidarietà, volto all’affermazione di una prassi e di una cultura dell’accoglienza, ed alla diffusione e sperimentazione di esperienze alternative al tradizionale ricorso all’istituzione. Alla base vi è il diritto di ogni bambino e ragazzo a crescere all’interno della propria famiglia di origine e se ciò non fosse possibile, l’obiettivo è quello di offrire loro una struttura educativa dove compiere i propri processi di sviluppo in vista di un futuro inserimento in famiglia, o in funzione del raggiungimento della piena autonomia.
La Comunità familiare ha come riferimento metodologico un modello di convivenza di tipo familiare e comunitario, fondato sul piccolo gruppo: per questo motivo non ospita più di sei bambini e ragazzi.
Le Comunità familiari sono aperte all’accoglienza di:
ragazzi ed adolescenti a rischio o devianti, provenienti da famiglie multiproblematiche;
bambini (per brevi periodi e su espressa indicazione da parte delle istituzioni, nel momento in cui non fosse indicato e possibile praticare la strada dell’affido familiare);
giovani ultradiciottenni, già ospiti delle Comunità familiari con problemi di natura familiare ed in attesa di un autonomo inserimento nel settore comunitario.